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Chico Forti: “A Rebibbia accolto da re. In carcere il primo incontro e sostegno dal comandante Schettino”

PoliticaChico Forti: “A Rebibbia accolto da re. In carcere il primo incontro e sostegno dal comandante Schettino”

ROMA – Chico Forti torna a parlare in tv, sempre su Rai 1, questa volta intervistato in esclusiva da Bruno Vespa a ‘Cinque Minuti’. “A Rebibbia mi hanno accolto come un re. Quando sono arrivato mi hanno detto: ‘C’è il comandante che vuole parlarle’- racconta Forti- pensavo che fosse un agente della penitenziaria, ma invece il primo che mi si è presentato è stato Schettino (l’ex comandante della Costa Concordia condannato per il naufragio, ndr) il quale mi ha detto: ‘Chico, sei il mio eroe’. Mi fecero anche una spaghettata all’amatriciana“.

Forti è arrivato in Italia, oggi è nel carcere di Verona, dove continuerà a scontare la pena dopo 24 anni di detenzione negli Usa dove era stato condannato all’ergastolo. Molti i dubbi sul processo per omicidio che lo ha condannato per la morte di Dale Pike. “Il primo marzo- racconta l’imprenditore trentino- ho ricevuto una chiamata che ha scombussolato il mio penitenziario. Hanno detto: ‘Forti hai una chiamata dalla Casa Bianca’. La prima persona che mi ha parlato è stata l’ambasciatrice italiana a Washington. Ha detto che era con il presidente Biden e il primo ministro, che voleva parlarmi, Giorgia Meloni. L’ho ringraziata indipendentemente dal risultato e lei mi ha dato la notizia: torni a casa. Ancora adesso è una persona che ha fatto molto per me“.

Come si fa ad andare avanti se si è convinti di essere innocente? “Se tu sei convinto della tua innocenza hai la forza di andare avanti, giorno per giorno, non pensi ai 24 anni, io non ci ho mai pensato, ho sempre pensato al giorno successivo. Se credi in te e hai dei principi, trovi la forza di andare avanti, se non credi in te o ti suicidi o cambi la vita”. Forti parla anche della madre che è riuscito a rivedere dopo tanti anni: “Mia madre è la mia roccia. È stata la mia forza, la mia energia. Lo sguardo dei suoi occhi, normalmente una persona di 96 anni, gli occhi si affievoliscono invece i suoi rimangono, ci puoi vedere i fuochi d’artificio nei suoi occhi, la gioia nel suo sguardo, più di qualsiasi abbraccio o di qualsiasi bacio è stato un momento meraviglioso. E poi mi ha sempre detto che ’farò tutto il possibile per aspettarti’”.

L’ex velista ricorda anche come il fratello di Dale Pike, la vittima dell’omicidio per il quale Chico Forti è stato condannato, “ha fatto dei grandi passi per aiutarmi nel discorso della mia innocenza. Credo che ci sia un momento in ognuno di noi in cui prevale la coscienza. Non mi ha mai attaccato all’inizio, ma neanche difeso. Credo che abbia raggiunto un momento, forse anche per il discorso di mia madre, entrambe le famiglie hanno sofferto tanto, in cui abbia deciso di fare qualcosa di concreto, scrivere al presidente degli Stati Uniti, scrivere al governatore della Florida è un passo importante per la famiglia della vittima”.

Poi la domanda finale di Bruno Vespa: “Prima o poi uscirà anche da qui, tornerà a fare surf a lavorare?” Forti risponde ammiccando: “La mia voglia di vivere non è cambiata, sono pronto”.

L’articolo Chico Forti: “A Rebibbia accolto da re. In carcere il primo incontro e sostegno dal comandante Schettino” proviene da Agenzia Dire.

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