ROMA – Il Sindacato Unico dei Militari, in vista dell’impiego di un ingente contingente militare per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, finalizzato a garantire la sicurezza sulle piste da sci, la viabilità, il sostegno logistico, aveva chiesto ai vertici militari, in particolar modo dell’Esercito una particolare attenzione per quegli aspetti legati alla sicurezza in luoghi di lavoro dal clima proibitivo e al confort e benessere alloggiativo del personale impiegato per tale esigenza.
È evidente che il personale militare è chiamato a operare in condizioni climatiche particolarmente rigide, verosimilmente per lunghi turni e in contesti operativi complessi. Ciò rende, quindi, assolutamente imprescindibile che tutto il personale venga quantomeno equipaggiato in maniera idonea alle rigide temperature che ci saranno, con dotazioni adeguate, complete e realmente funzionali alla tutela della salute e della sicurezza. In merito poi alla sistemazione logistica, la nostra preoccupazione riguardava le soluzioni improvvisate o emergenziali già viste in passato in alcuni contesti di rilevanza nazionale (su tutti, l’Expo o il più recente G8 in Puglia), che hanno finito per esporre il personale a condizioni alloggiative inadeguate e indegne di un servizio di tale rilevanza, ancor più in un contesto invernale e montano.
Nonostante quindi le nostre segnalazioni e richieste preventive, per le quali non abbiamo avuto risposta, le denunce di altri sindacati e alcune segnalazioni pervenute da alcuni nostri iscritti confermano l’inadeguatezza delle condizioni in cui versano alcuni dei nostri colleghi, con particolare riferimento ai Volontari in Ferma Iniziale, ai quali, tutti sanno perché lo abbiamo denunciato da tempo, non viene riconosciuto l’orario di servizio e in termini economici un solo compenso forfetario di 100 euro. Quindi questi ragazzi possono essere impiegati in turni di 12/14 ore accumulando centinaio di ore di straordinario per vedersi retribuire con un misero compenso. La stessa cosa non avviene per i paritetici colleghi dei carabinieri e della polizia di Stato”. Queste le prime dichiarazioni del presidente del Sindacato Unico dei Militari, Antonello Arabia, mentre montano le polemiche dopo la denuncia di Fanpage sulle condizioni in cui si trovano i militari impiegati nei Giochi 2026, e le segnalazioni di diverse sigle sindacali.
“Ho personalmente trovato estremamente singolare, vedere in alcuni video alcuni di questi ragazzi in uniforme (tutti con giacca a vento verde con tricolore al braccio) muoversi in maniera sincronizzata agli ordini di un Graduato dotato di bandierina rossa, per pulire con i soffiatori le piste di bob e skeleton. Sono immagini che se confermate- sottolinea il presidente del Sum- stridono un po’ con gli interventi del Capo di Stato Maggiore Carmine Masiello sulla necessità di avere personale giovane e operativamente pronto per eventuali scenari futuri. Mi chiedo cosa ci sia di operativo nell’impugnare un soffiatore e pulire una pista da bob.A questo punto, visto che non ci è stata fornita alcuna risposta, chiederemo di acquisire lo stralcio del Documento di valutazione dei rischi delle unità impiegate per questa esigenza per verificare se i datori di lavoro o il datore di lavoro identificabile con il comandante della Task force Cortina (pare che si tratti di un ufficiale generale richiamato), abbiamo previsto nei documenti previsti per legge”.
Ed ecco un esempio di ciò che il SUM aveva chiesto nella lettera inviata: “Dovrà essere effettuata una apposita Valutazione del Rischio Microclima e Wind Chill, con la definizione di Tabelle di esposizione al freddo che indichi anche i tempi massimi di permanenza continuativa all’esterno in base all’indice di raffreddamento eolico. La turnazione dovrà, poi, essere rinforzata, con la previsione di ‘zone di recupero termico”’ in prossimità dei posti di servizio, con pause programmate per prevenire l’insorgenza di ipotermia e congelamenti, soprattutto nell’arco notturno. Tutto ciò dovrà necessariamente andare di pari passo con la definizione di elevati standard tecnici di equipaggiamento (DPI), che dovrà rispondere a requisiti tecnici certificati per il soccorso e la vigilanza in quota (Sistema a strati – misure traspiranti: fornitura di capi tecnici che evitino il ristagno del sudore, causa primaria di raffreddamento rapido durante le pause; protezione delle estremità: calzature con isolamento termico certificato e guanti che permettano la manualità necessaria all’uso dell’armamento o delle radio senza dover esporre la pelle al gelo; dispositivi di protezione oculare: filtri solari ad alta protezione (Cat. 3 o 4) per prevenire cheratiti e danni da riverbero della neve)”.Continua Arabia: “In aggiunta avevamo chiesto di incrementare le misure di sorveglianza sanitaria e prevenzione medica che, prima dell’impiego, dovranno prevedere un protocollo informativo e sanitario mirato mediante un briefing di auto-valutazione teso a istruire il personale sui segnali precoci del congelamento e dell’esaurimento da freddo e, durante l’impiego, dovrà prevedere un idoneo supporto calorico-nutrizionale consistente nella garanzia di pasti caldi e ipercalorici, con disponibilità costante di bevande calde durante il turno, essenziali per la termoregolazione corporea. La sicurezza in montagna non ammette approssimazioni. Un militare che soffre il freddo o che non riposa in un ambiente idoneo è un militare le cui capacità di reazione e vigilanza sono drasticamente ridotte, con conseguente aumento del rischio per sé e per la collettività. Non possiamo infine confermare il nostro disappunto per la scarsa attenzione ricevuta dal Governo per lo svolgimento dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, dove è stata autorizzata la spesa di 114.000 di per l’anno 2026 per il ministero dell’Interno mentre per le Forze Armate sono stati stanziati 13 milioni di euro, ma visto la manovalanza a basso costo impiegata per compiti disparati, si può gia ben comprendere come verranno impiegate”, conclude.
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