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Inflazione, Scordamaglia: affidare a Ismea verifica costi di produzione

AttualitàInflazione, Scordamaglia: affidare a Ismea verifica costi di produzione

Aumentare produzione di grano duro nazionale con accordi di filiera

Milano, 3 ago. (askanews) – Per calmierare i prezzi e contrastare eventuali forme speculative occorre “partire da una seria e oggettiva analisi dei costi di produzione da affidare a un organismo terzo e qualificato, come Ismea”. A dirlo Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia che ha partecipato al tavolo ministeriale convocato dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sulla filiera del grano e della pasta. Il riferimento è al trimestre anti-inflazione a cui lavora il Mimit d’intesa con la distribuzione, l’industria della trasformazione e i produttori di materie prime. “Una trasparenza nei prezzi aiuta, non limita il mercato – sottolineano da Filiera Italia – e passa anche attraverso una commissione unica nazionale (CUN) che superi commissioni locali troppo spesso soggette a pressioni e forzature strumentali”.

Durante l’incontro Scordamaglia ha ricordato che “abbiamo imparato tutti negli ultimi due anni che dipendere dall’estero per beni essenziali, quali cereali, grano, è pericoloso perché potrebbe mettere a rischio l’intera filiera e la sicurezza del Paese”. Nel 2022, infatti, 72 Paesi a livello globale hanno introdotto restrizioni al proprio export di prodotti agricoli e la Cina ha stoccato circa l’85% dello stock di grano globale. “L’obiettivo – prosegue Scordamaglia – non può quindi che essere aumentare strategicamente la produzione nazionale di grano duro attraverso l’unico strumento che lo consente e cioè i contratti di filiera che se adeguatamente implementati assicurano stabilità e garanzia di un prezzo trasparente e remunerativo per tutti”. “Sempre attraverso i contratti di filiera e la ricerca in partnership pubblico privata – ha aggiunto – è possibile una costante crescente valorizzazione, anche qualitativa, del grano italiano”.

Infine Scordamaglia ha richiamato la necessità che “l’Italia, contrariamente a quanto fatto in passato, prenda una posizione chiara sulla proposta di riautorizzazione del glifosate chiedendo un divieto totale per tutta Europa e per i prodotti importati per qualsiasi uso in pre raccolta”. Uso vietato in Italia, ma consentito nel grano di importazione.

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