La richiesta dei presidi: “Tamponi agli studenti prima del rientro in classe”

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ROMA – No al prolungamento delle vacanze natalizie purchè, in vista del rientro in classe, sia previsto uno screening per gli studenti. La richiesta dei presidi arriva da tutta Italia, mentre continua a salire il numero dei contagi soprattutto tra i giovani sotto gli 11 anni (solo il 6,36 % della popolazione 5-11 ha effettuato almeno una dose di vaccino). “I dati sono preoccupanti. Nell’ultima settimana nel mio istituto i contagi sono passati da una media di 1-2 casi a circa 46 casi- racconta all’agenzia Dire Domenico Squillace, dirigente scolastico del liceo ‘Volta’ di Milano- ma la scuola è un luogo sicuro. Gli studenti si contagiano fuori: la scuola è l’unico posto in cui i ragazzi sono obbligati a stare con la mascherina”.

Nessun passo indietro, quindi, sulla data di ripresa delle lezioni, che nel liceo milanese riprenderanno il 10 gennaio. “Non ho la più pallida idea di cosa succederà. Siamo disposti ad accettare un ritorno alla Dad, a patto che non sia solo la scuola a chiudere, lasciando bar e centri commerciali aperti. Questo sarebbe inaccettabile”, aggiunge Squillace. Una soluzione per un rientro in classe ancora più sicuro potrebbe essere una campagna di screening a tappeto tra gli studenti. “A Milano ci sono file allucinanti davanti alle farmacie, è il delirio- racconta il preside del liceo ‘Volta’- Almeno per gli studenti, dovrebbero esserci dei luoghi pubblici dov’è possibile fare un tampone gratuitamente”.

Anche a Roma, la situazione dei contagi peggiora di giorno in giorno, ma per la vicepreside dell’Istituto Einaudi, Marina Di Foggia, non ci sono gli estremi per rinviare l’apertura delle scuole. “Negli ultimi giorni abbiamo avuto molti contagi, ma abbiamo un’altissima percentuale di studenti vaccinati, soprattutto tra il 17 e i 18 anni- spiega Di Foggia alla Dire- il problema sono i più piccoli: i giovani tra il primo o il secondo anno. Siamo molto preoccupati perché se la situazione era grave già all’inizio delle vacanze, immaginiamo cosa potrà essere alla fine”. Anche secondo la vicepreside, quindi, la soluzione potrebbe essere una campagna di screening tramite tamponi. Se non è possibile per tutti gli alunni, “almeno per gli studenti non vaccinati, trovando una formula che ci permetta di venir incontro alle famiglie, anche economicamente”.

Sulla stessa linea Daniela Mercante, dirigente dell’Istituto comprensivo ‘Portella della Ginestra’ di Vittoria, in provincia di Ragusa: “lo screening è una misura assolutamente valida, che ci può consentire di intervenire nei casi di contagiati asintomatici- spiega alla Dire- se non ci sono le risorse si potrebbero fare anche a campione, tra gli under 11. Magari accompagnati dall’introduzione delle mascherine Ffp2 per gli alunni tra i 6 e gli 11 anni”. La dirigente si dice però contraria all’allungamento delle vacanze natalizie, perché “il problema è quello che succede fuori, non dentro gli istituti. Le scuole sono luoghi sicuri. E allungare le vacanze significa solo creare un problema alle famiglie che lavorano. Bisogna fare l’impossibile di mantenere scuole aperte- aggiunge- la Dad ha portato a problemi di apprendimento tra gli alunni, e anche a livello psicologico gli effetti si vedono”. Il 7 gennaio, quindi, all’Ic ‘Portella della Ginestra’ di Vittoria si tornerà in presenza. L’istituto comprensivo ‘Valente’, a Roma, riaprirà invece il 10 gennaio. “Ma abbiamo grandi perplessità, perché si stanno sviluppando tantissimi contagi. Non ci sentiamo sicuri”, commenta la preside Rosamaria Lauricella alla Dire. Proprio in vista della riapertura, la dirigente aveva messo a disposizione della Asl il proprio istituto, per poter dedicare due giorni (sabato 8 e domenica 9 gennaio) a una campagna di screening a tappeto. Ma dalla Asl hanno risposto che non ci sono le risorse umane per effettuare i tamponi. “Manca il personale, le Asl sono collassate- commenta Lauricella- ma noi non possiamo permetterci di riaprire se ci sono positivi. Il 10 gennaio devono esserci in classe solo alunni non contagiati. Lo screening è l’unica strada per riaprire il 10 con maggiore sicurezza. Speriamo arrivino indicazioni più precise”.

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