Laforgia: “Violenza di genere tra le grandi emergenze del Paese, dalla Lega muro di omertà”

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ROMA – “Sappiamo bene che la violenza di genere rappresenta una delle grandi emergenze del nostro Paese, ma quando si cercano strumenti concreti per arginare questa deriva e quantomeno tutelare le donne che le subiscono ci si scontra spesso contro un muro di omertà. È il caso della battaglia della Lega e in particolare del senatore Pillon contro gli emendamenti presentati in Commissione Giustizia a prima firma Valeria Valente, Presidente della Commissione Femminicidio, che ho sottoscritto e che sostengo perché sono frutto di un lavoro serio e approfondito per riconoscere i diritti delle donne e dare centralità all’interesse dei minori nell’ambito delle separazioni civili”. Lo spiega all’Agenzia Dire Francesco Laforgia, senatore Leu e membro della Commissione Femminicidio.

Affrontare il tema della bigenitorialità “non per metterla in discussione, ma per inserirla in un sistema di regole chiare che rendano possibile accertare i casi di separazione causata da violenza domestica, e far sì che questi prevedano l’affidamento esclusivo alla madre- continua il senatore – non significa mettere a rischio le fondamenta della ‘famiglia’, semmai riaffermare un principio per cui la famiglia stessa debba essere un luogo sicuro, distante da tutto ciò che è violenza e prevaricazione, anche in rapporto alla positiva crescita dei figli, che deve avvenire in un contesto consono e protetto”.

Secondo Laforgia “troppo spesso accade che l’affido condiviso venga concesso seguendo automatismi che esulano da una reale conoscenza della realtà e si segua un principio di ‘corresponsabilità’ di entrambi i genitori, a prescindere dalla loro storia familiare, non interessandosi della volontà del minore e anzi facendo ricadere sulle madri la colpa di essere ‘alienanti’ nei confronti dei figli che rifiutano di vedere il padre”.

Ricorda il senatore: “sono davvero troppi i casi in cui la ‘sindrome di alienazione parentale’ viene utilizzata come motivazione per negare l’affidamento esclusivo del figlio alla madre o addirittura privarla dell’affidamento stesso. Una doppia violenza che si abbatte sulla donna e che ha ricadute psicologiche pesantissime sui figli che vengono letteralmente strappati alle proprie madri”. Con gli emendamenti presentati, conclude Laforgia, “vogliamo cambiare il processo civile per evitare queste storture inaccettabili e affermare il ‘prevalente interesse del minore’, considerandone le volontà e lo stato psicologico, unendo ovviamente a tutto questo la messa in campo di strumenti di accompagnamento alla genitorialità, di supporto psicologico, di prevenzione”.

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