ROMA – “Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il “patentino antifascista”, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni.
Secondo Meloni “la cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura – conclude – è incompatibile con qualsiasi società democratica”.
“La decisione di chiedere ai partecipanti di sottoscrivere una dichiarazione sulla condivisione dei principi costituzionali, democratici e inderogabili, non è affatto censura, ma un’esigenza di chiarezza e unità tra i diversi attori presenti in fiera. È un documento basato su riferimenti istituzionali e universali privo di visioni di parte, senza accenni politici e tantomeno legami partitici. È evidente che così non è stato interpretato”. Così la Fiera nazionale della piccola e media editoria, che conclude: “Siamo rammaricati di quanto sta accadendo: l’intervento della Presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito ci inducono ovviamente a un ulteriore attento approfondimento per rispetto istituzionale”.
“Accolgo con favore e ottimismo il preannunciato “ulteriore, attento approfondimento” da parte dell’AIE, alla luce delle centrate osservazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla anacronistica richiesta di fare professione di fede antifascista per accedere a “Più libri più liberi”. I nostri diritti civili, la nostra libertà di espressione e la nostra sovranità popolare affidata alla centralità del Parlamento sono già più che ben difesi dalla Carta costituzionale del 1948, sorta dalle macerie della guerra provocata da regimi liberticidi morti, sepolti e storicizzati. Ove questo non sembrasse sufficiente, la magistratura e le forze dell’ordine sono le ulteriori, naturali custodi della nostra sicurezza democratica. Confido che le ragionevoli parole dell’AIE rappresentino l’inizio della fine d’un clamoroso equivoco suscettibile di brutali strumentalizzazioni. Il grande Giorgio Albertazzi, così come il comunista Palmiro Togliatti autore dell’Appello ai fratelli in camicia nera o il Togliatti Guardasigilli fautore della grande amnistia post bellica, oggi sorriderebbero benevoli all’idea di saperci più maturi d’ogni nostalgia priva di senso”.Lo dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
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