11.3 C
Napoli
lunedì, Febbraio 9, 2026

Nato, fonti: Usa cederanno leadership del comando di Napoli all’Italia

(Adnkronos) - Gli S tati Uniti cederanno due comandi...

Sondaggio politico, calano tutti i big e Vannacci oltre il 3%

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia cala, frenano anche il...

Private equity, Deloitte: attesi 224 deal nel primo semestre dell’anno

NewsPrivate equity, Deloitte: attesi 224 deal nel primo semestre dell’anno

Mercato evidenzia rinnovato dinamismo, ma approccio prudente

Nel corso del primo semestre dell’anno, attese 224 operazioni di investimento in private equity e venture capital in Italia, con una crescita significativa per i deal superiori ai 30 milioni, che rappresenteranno il 54,6% degli investimenti.

Nonostante le incertezze dovute a tensioni geopolitiche e commerciali, il morale degli investitori resta piuttosto ottimista: il 38,6% degli operatori prevede un incremento dei contratti, con un aumento di 4,7 p.p.. Per contro, la seconda metà del 2025 ha visto un numero record di operazioni (322) per un valore di 3,6 miliardi di euro.

Questo è ciò che risulta dalla 47esima indagine sul Private Equity, condotta semestralmente da Deloitte Private in partnership con AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) e l’Osservatorio PEM (Private Equity Monitor) della LIUC Business School.

“Il miglioramento delle condizioni di accesso ai finanziamenti e l’introduzione di nuovi strumenti di sostegno al settore aiutano a migliorare l’atteggiamento degli operatori”, ha affermato Elio Milantoni, Senior Partner M&A di Deloitte. “Il settore del Private Equity italiano mostra un nuovo dinamismo, con aspettative più ottimistiche riguardo alle attività e alle valutazioni (il 75% degli operatori prevede un aumento del valore dei propri portafogli nel prossimo semestre), pur mantenendo un approccio cauto e selettivo nelle decisioni di investimento”.

Nel semestre successivo, secondo il 90,9% degli intervistati, gli investitori si concentreranno su operazioni di maggioranza, indicate come la modalità di investimento preferita. Al contrario, l’interesse per le partecipazioni di minoranza è notevolmente diminuito, scendendo al 6,8%, mentre i co-investimenti rimangono rari, raggiungendo il 2,3%.

In relazione alle operazioni di disinvestimento, solo una minoranza (11,4%) degli operatori prevede una diminuzione dell’attività, un aumento rispetto al semestre precedente (+2,5 punti percentuali), mentre è nettamente calata la percentuale di rispondenti che si aspetta un incremento delle attività di disinvestimento (29,5%, -11,6 p.p.). La maggior parte degli operatori (59,1%, +9,1 p.p.) non prevede variazioni.

Giovanni Lombardi Stronati

Articoli correlati

Check out other tags:

Articoli Popolari